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E' sabato mattina, e come mi è già capitato infinite volte, mi avvio in direzione pista di Fiorano; questa volta però non mi fermo dietro le reti del circuito o davanti ai cancelli d'ingresso: no, questa volta varco quella soglia, ed è come aprire uno scrigno magico, una favola meravigliosa che ogni giorno aggiunge una nuova pagina ad un mito straordinario.

Entri e ti pare di sentire riecheggiare nell'aria le voci dei personaggi e il rombo dei motori che hanno scritto questo irripetibile canovaccio.

Dopo una presentazione di FPT e FPT Racing da parte dell'Ing. Martinelli e una breve illustrazione dei segreti della pista da parte del pilota Mediani, ci dirigiamo impazienti verso la pista, costeggiando la casa ufficio di Enzo Ferrari. Per un attimo il sogno ritorna, non puoi fare a meno di immaginarlo ancora lì dentro, ad aspettare il responso del test in pista, e dentro di te inconsapevolmente pensi che non dovrai deluderlo.

Arriviamo al box, dove le sapienti mani dei tecnici del pluridecorato team di F.3, Prema Powerteam, stanno ultimando le regolazioni della Dallara-FPT F.3, che alcuni dei presenti avranno la fortuna di testare in pista.

Per tutti, ci sono a disposizione 5 automobili stradali, da testare in pista: Abarth con kit essesse, Grande Punto e 500, Alfa Mito QV e Lancia Delta, 1.8 DI turbo jet sportronic e 1.9Twin turbo.

Partiamo con le auto stradali, alla guida i fantastici piloti del centro guida sicura di Andrea De Adamich che ci illustrano le traiettorie di Fiorano. 

Poi parte la F.3, per il primo turno: a guidarla è una giovane promessa dell'automobilismo italiano, Marco Bonanomi, che forte dell'esperienza in GP2, non si fa certo intimidire dalla monoposto cadetta e tira alla grande nelle curve 2 e 3, che riesco a vedere da vicino.

Ora tocca a noi al volante delle auto stradali, che si alterneranno in pista con la F.3 nel corso della giornata, e al nostro fianco i piloti del Cgs (utilissimi i consigli del simpaticissimo Rui Aguas).

Saltate in auto, vi porto a fare un giro sulla pista di Fiorano: dopo l'ok, usciamo dai box e ci lanciamo sul rettilineo principale, in 5a marcia a quasi 200Km/h ci attacchiamo ai freni per la curva1, una destra che affrontiamo in 3a, poi la grande coppia del 1.4turbo benzina i.d. ci porta fuori rapidamente; si rimane tutto a sinistra per preparare l'insidiosa curva2, con il punto di corda cieco, una destra da 3a che richiede un leggero colpo di freno in ingresso, poi cambio di direzione deciso, dentro la 4a e tutto giù per la curva3, a sinistra, sfruttando tutto il cordolo in uscita, pelando l'erba, e rimanendo poi sulla destra per affrontare la curva del ponte, una destra da 3a, in salita, con punto di frenata ritardato, si prende la corda e poi giù tutto senza paura, sfruttando anche un accenno di pendenza favorevole; siamo sul ponte in 3a a limitatore, quando dobbiamo frenare, mantenendo il rapporto, ancor prima di vedere la curva, per buttarci nella destra in contropendenza giù dal ponte, accompagnando la frenata sin dentro la curva per favorire l'ingresso provocando una leggera imbardata; usciamo sul cordolo, dentro la 4a e via per il punto più lento del circuito, un tornantino a sinistra di 2a; anche qui niente paura, si accelera a fondo grazie all'ottimo lavoro del Q2 elettronico, che aiuta a chiudere la curva e a scaricare la potenza e la notevole coppia del motore. Dentro la 3a, piega sulla destra in pieno, un leggero colpo di freno e poi di nuovo tutto giù per l'impegnativo curvone a sinistra; si esce sfruttando tutto il cordolo, piega sulla destra in pieno, dentro la 4a per il rettilineo di ritorno e poi pestone sul freno, accompagnando fin dentro la curva, l'ultima del circuito, un tornantone a sinistra, da affrontare in 3a, si prende la corda presto e poi giù tutto perché la curva allarga ed eccoci in pieno sul rettilineo dei box con cambiate a 6000giri/min.

A questo punto posso dire che il sogno ha superato la realtà, la pista di Fiorano è molto tecnica, con curve veloci e punti di corda ciechi ed un bel rettilineo dove scaricare tutte le marce; inoltre le due Abarth e la MiTo sono state compagne eccellenti, con un inserimento granitico, un comportamento sicuro e sincero, le si "butta dentro" e lì rimangono, sottosterzo assolutamente non pervenuto e divertenti da guidare proprio perché lasciano spazio al pilota; bene anche lo sterzo. E poi il motore 1.4 turbo benzina eccezionale, sempre pronto, pieno, e poi capace di allungare con una forza vigorosa e progressiva fino ai 6000 giri/min. Con una punta di piacevole cattiveria per G.Punto essesse. 

Le Delta ovviamente non erano nel loro ambiente ideale, lodevole comunque il turbo diesel a doppio stadio, molto lineare nell'erogazione.

Raccogliendo un pò le sensazioni dei giornalisti presenti alle prove, l'opinione diffusa era di sorpresa e grande soddisfazione per il comportamento stradale proprio di MiTo e Abarth e soprattutto per il loro motore di soli 1.4lt, davvero incredibili le sue prestazioni in relazione ai cc.; mentre non tutti hanno apprezzato l'automatico sportronic di Delta.

A pranzo abbiamo scambiamo due parole con una responsabile del team Prema: si è detta molto contenta della filiera che FPT ha creato in Italia con ACI-Csai, il tricolore di F3, alla terza stagione con il monomotore FPT 2.0lt, vede un continuo aumento degli iscritti, tra l'altro in controtendenza rispetto agli altri campionati, forte di un propulsore dal rapporto costi-prestazioni formidabile ; viene rimarcato il ruolo della F.3  come scuola per eccellenza ed insostituibile per formare i campioni del futuro, grazie alle ampie regolazioni che consente rispetto ai monomarca ed alla possibilità di percorrere molti Km di test, impossibile da replicare nelle categorie superiori per via dei costi maggiori. La neonata F.Abarth(con il 1.4 turbo benzina) sta avendo un successo incredibile, più di 40 le monoposto vendute e dimostratesi affidabili sin dai primi test; la produzione poteva essere superiore, ma poi si rischiava di non avere una scorta ricambi adeguata. 

Per concludere, una giornata davvero bellissima, organizzazione impeccabile, promozione completa per le auto all'unanimità, e, personalmente, grande piacere nel trovarmi contornato da persone con elevatissime competenze, da eccellenze del mondo giornalistico ad addetti ai lavori di invidiabile professionalità, e nell'aver condiviso l'esperienza con un compagno con cui mi sono trovato benissimo.

 

ColeTrickl

 

 

 

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Da una lettera giunta a Quattroruote e ripresa dallo stesso direttore, che sintetizzo in “Sareste disposti a pagare 1000 euro in più per una 159/Brera a trazione posteriore?”, ho pensato di sviluppare a mia volta questo concetto e di proporlo nel blog.


Accetterei il sovrapprezzo, ma non lo considero il nodo principale. L’Alfa Romeo era nota per la proverbiale prontezza di risposta ai comandi, quindi motori e prestazioni. E’ già successo anche in passato che a volte le Alfa Romeo  non fossero al livello delle rivali come comfort, finizioni interne ed esterne, però chi ne acquistava una sapeva che in quel segmento aveva l’auto più prestazionale, tecnologicamente superiore.


E a motori performanti bisogna tornare (mancati a 159 al debutto): si potrebbe tentare di concedere una personalizzazione più spinta a quelli destinati all’Alfa Romeo (si pensi ai Twin Spark su basamento Fiat) o almeno riservarli ad essa nella versione  più potente e in generale nella fase di debutto (come per il Multiair che ha debuttato su MiTo). Prestazioni motoristiche abbinate alla proverbiale guidabilità Alfa.


La gamma: più completa, rinnovata nei tempi giusti, e con il coupé derivato dalla berlina, e magari un modello fortemente caratterizzato (una sportiva pura a trazione posteriore, con meccanica da condividere magari con Abarth o Maserati, ma a prezzi da Alfa e da Alfista, non da 8C).


Sbagliato chiudere il Centro Stile Alfa Romeo di Arese, che perderà quelle peculiarità da atelier, quel sapore di storia e tradizione che si respirava all’interno di esso, quell’indipendenza che ha permesso la nascita di  concepts come ad esempio Nuvola e Kamal, ed è un peccato, perché Alfa Romeo è anche design.


In primis comunque prestazioni e quindi motori, associabili però al nome Alfa Romeo (cioè “Alfizzati”), lasciando perdere il confronto con i tedeschi, Alfa è sempre stata un marchio a sé stante, e se si segue la tradizione non c'è bisogno di rincorrere questo o quell’altro marchio.


Avanti con i consigli per il nuovo a.d. Harald Wester.


Luca (cole trickl)

 

 

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Le recenti dichiarazioni rilasciate da Marchionne riguardo al futuro di Alfa Romeo e Lancia, hanno suscitato violente reazioni; non ha certo bisogno di un difensore, tantomeno di un semplice appassionato come me, però penso possa essere utile ripercorrere le  tappe salienti dell’abile manager, entrato nelle case di tutti noi, perché la Fiat appartiene davvero a tutti noi, ma da quasi sconosciuto.


Nasce in Abruzzo, cresce in Canada, dove prende tre lauree, e in Svizzera ottiene i suoi primi successi.


Nel 2003 entra nel cda della Fiat, e nel 2004 ne diventa l’ad; Fiat viene da anni terribili, versa sull’orlo del commissariamento statale, e una parte degli azionisti è pronta anche ad abbandonare il settore dell’auto, vendendolo.


Lui valorizza proprio il settore auto, che torna centrale, introduce un metodo basato sulla meritocrazia, taglia i manager intermedi, la burocrazia e la formalità, mette subito un pò d’ordine nei costi e accelera i processi decisionali.  Bene, nel 2003 Fiat fattura 47,2 miliardi di euro, con perdite di 1,9 , nel 2007 sale a 58,5 e un utile record di 2.


Nel mentre affronta e vince due sfide difficili e fondamentali: con GM per la put e il prestito convertendo con le banche.


Infine Chrysler: Marchionne cerca tra le opportunità create dalla crisi ed individua la più piccola delle big three. E’ una mossa a sorpresa, che nessuno fino a un anno prima avrebbe immaginato; è conferma di grande capacità ed inventiva.


La trattativa è complessa, le parti coinvolte molte, ma riesce a portarla a compimento. L’avvenimento è storico, una media società industriale europea, negli ultimi dieci anni sul limine della sopravvivenza,  si candida a ristrutturare il più grande sistema industriale del mondo in ginocchio, quello americano.


Come succede quando una partita è difficile e c’è un giocatore di talento che sta recuperando, non si può che ammirarne il coraggio e stare a guardare lo spettacolo, comunque vada a finire” (citazione da MARCHIONNE di Marco Ferrante).


Luca (cole trickl)

 

 

 

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Ciao a tutti come da titolo la Mito l"abbiamo chiamata la piccola di famiglia, infatti io ho una Lancia Thesis 2.0 turbo, mio figlio un"Alfa Romeo 147 M-Jet 16V JTD e da due settimana fa parte anche una fantastica MiTo. Che dire di questa vettura? Semplicemente fantastica, divertimento puro. L"Alfa Romeo con la MiTo ha fatto centro. Alcuni dati della nostra MiTo.

Colore nero pastello, pacchetto premium e pacchetto sportivo, sistema di navigazione My Port, vetri posteriori oscurati.

Ciao a tutti

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ciao ragazzi/e mi presento sono psyco e spero di condividere con voi tutta la mia passione per l"afa romeo e per le sue vetture

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Non vi capita mai di avere un piccolo sogno nascosto? A me sì. Anche se in garage dormiva già una 147 GTA selespeed, il mio sogno nascosto è sempre stato quello di averne una manuale, magari rossa.

Tutto si è realizzato in periodo molto breve...“maledetto fu Autoscout24 e chi l’ha inventato”. Fu un colpo di fulmine, ma la macchina era dall’atra parte dell’Europa, per l’esattezza a Krefel (Dusseldorf – Germania). Lei era lì; uniproprietario, 1500 km, rossa, manuale. Ci sono poche parole per dire cosa mi è passato per la testa, spesso si agisce d’impulso, mai con cognizione di causa.

Era l’11 novembre del 2007 quando trascinai la mia fidanzata in aeroporto e partii pronto per tornare a casa con la mia Nuova GTA. Arrivati a Krefeld, sbrigate le formalità e qualche piccola complicazione con i pagamenti, siamo pronti per partire. Erano le 19.30 di un piovoso venerdì di novembre. L’emozione era a mille, il venditore mi ricordava : “la macchina è nuova, vai piano”, il problema era che ci aspettavano 1.200 km per tornare a casa.

Il Planning del viaggio era già stato deciso: Krefeld, Colonia, Strasburgo, Gallarate; la prima notte che l’ho lasciata nel parcheggio dell’albergo avevo paura che fosse solo un sogno, o che qualcuno me la portasse via.

Ma la mattina dopo lei era lì, rossa “luccicante” anche sotto la pioggia,  l’odore di “nuovo”, ma soprattutto quel classico profumo che hanno le Alfa Romeo, gli interni avvolgenti,  il sound del Sei Cilindri a Vu che ti avvolge, ti strega, ti fa venire quella voglia di non scendere mai da questa macchina.

Durante il viaggio ho potuto vedere Colonia, grande città industriale della Germania, ho goduto dei “limiti Autostradali” tedeschi,  sono pasato (ma non mi sono fermato, anche se era una bella giornata) davanti al Ring. Ho passeggiato per Strasburgo,ho visto il parlamento Europeo ed ho preso una multa in Svizzera per aver superato di 3 km/h i limiti di velocità.

La cosa più bella di questo viaggio è stato vedere come un' Alfa Romeo trasmette emozioni a chi la guida e ai luoghi che attraversa; e come le persone, ancora incuriosite, si fermano a guardarla e ad ascoltarla.

Sono già passati 2 anni da quel viaggio, ma ne farei altri mille , perché la passione non ha barriere né limiti.

Abbiamo percorso 10.000 km assieme, non voglio sfruttarla come la prima GTA, questa macchina “va goduta” e “preservata” , anche se ogni viaggio non  viene fatto senza “godere” di questi piccoli momenti, che ti rendono fiero di essere Alfista.

Mi ritengo fortunato di possedere uno degli ultimi Sei Cilindri Alfa Romeo prodotti, perché anche se non ha la trazione posteriore e qualche pecca negli assemblaggi, questa macchina è in grado di regalarti sempre “forti Emozioni”.

Il bello è che anche se non usandola tantissimo, non mi sono risparmiato qualche giretto a Monza o qualche bella passeggiata per godermi questa bellissima auto.

Lelesch81

 

 

lelesch81_gta.jpg

 

 

 

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Il Team informa che da domani, 20 novembre, tutti i MiTomani potranno scrivere e pubblicare i propri materiali su My MiTo Blog!

Vogliamo ringraziare i nostri 7 rappresentanti ColeTrickl, Aprovera, Nivomat, raffaele, Ilfusi, Lanzidany e Smaxs per il contributo inviato nel corso di questi 10 giorni di "rodaggio".

Le esperienze, le impressioni e i punti di vista che avete condiviso su My MiTo Blog ci hanno trasmesso tutta la vostra passione per Alfa Romeo e noi non possiamo che esserne fieri!

Vi ricordiamo ancora una volta di scrivere i vostri post rispettando queste regole:

- lunghezza del testo non superiore a 1500 battute, spazi compresi
- testo suddiviso in piccoli paragrafi di massimo quattro righe, per facilitare la lettura
- parole chiave evidenziate con il grassetto o il colore rosso che, solitamente, utilizziamo anche noi del Team
- se il testo viene copiato da un qualsiasi altro documento, utilizzare il notepad prima di incollarlo sul form, per eliminare la formattazione e permettere al cms di applicare il carattere impostato di default. In ogni caso, è consigliato scrivere direttamente nel form
- caricare immagini e video sempre in fondo al testo
- il testo deve riportare, in fondo, la vostra firma

Vi chiediamo di impostare sempre il vostro materiale seguendo le linee guida riportate qui sopra in modo che la nuova sezione sia coerente con il resto del blog.

Ed ora tocca a voi! Continuate a raccontarci la vostra Alfa romeo!

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19.11.09 MiTo SBK

 

Questo è un piccolo omaggio ad una MiTo che credo non vedremo mai su strada, è stata la prima MiTo in assoluto che ho visto nell"estate 2008 a Misano e che ho potuto rivedere durante le gare del mondiale SBK 2008 e 2009.

Ringrazio anche Alfa Romeo e MiTo Blog che ci hanno coinvolto e "sopportato" dall"inizio di questa avventura ad oggi dandoci la possibilità di veder nascere e crescere l'Alfa Romeo MiTo!

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Ci aspettano 400 chilometri per arrivare a Roma. A chi? A me ed alla fidatissima Alfasud, classe 1980 e dobbiamo arrivare relativamente presto in mattinata. Nessun dubbio di farcela, garanzia assoluta, anche se 29 primavere non sono uno scherzo.

Ci siamo preparati da giorni con alcuni controlli (per un di più), un bel lavaggio e alle cinque si parte. I fari aprono il buio ed è dolcemente appagante iniziare a tornare indietro nel tempo…

 

Di circa 25 anni. Non solo perché stai viaggiando con un’auto dell’80 ma perché ripercorrerai le stesse strade fatte tanti anni prima quando eri bambino; quando l’Aurelia scorreva sotto le ruote della 2000 GT Veloce, blu, di papà; quando il paesaggio scorreva dal deflettore posteriore. Quando eri già  Alfista, ma forse neppure lo sapevi. Pensavi a ferie, mare, sole.

 

Adesso è diverso. Adesso guidi la tua Alfa . Ma il sapore è lo stesso: una lunga gita su una macchina che ti parla, ha un’anima, che devi guidare e non che ti guida. Che nonostante il suo progetto conti 40 anni non ti affatica, ti porta dove vuoi, appaga i tuoi sensi con il suono, e gli odori di una volta, ti culla nei suoi sedili, ti dice tutto quello che fa con il suo volante. E ti godi la musica fine anni ’70.

 

Stai vivendo in un’atmosfera fuori dal tempo, potrebbe essere il maggio 1980 o il 2050…. Hai il tuo personale microcosmo, racchiuso in quattro metri di Alfa Romeo, mentre assapori ogni accelerata, ogni cambio marcia, ogni sorpasso, ogni frenata.. Il tuo cuore batte all’unisono con il piccolo boxer  che macina chilometri su chilometri senza fiatare. Perché questa è un’Alfa Romeo, questo feeling è Alfa Romeo. Ed allora è normale lasciarsi andare ai pensieri …… Di quando ogni Alfa era così, di come vorresti che il feeling e l’appagamento non fossero mai di basso livello nelle vetture a marchio Alfa che compri oggi, di come sogni che in futuro sia sempre meglio.

 

E quei 400 km (da moltiplicare per due) sai che non ti peseranno mai. Perché quest’auto la vivi. E vorresti non finire di viverla neppure un minuto.

Per te l’Alfa E’ e deve sempre essere questo.

 

Ilfusi

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